Come Varia l'Incertezza tra i Settori – E Perché È Importante per l'Economia

Eventi come guerre, pandemie o crisi finanziarie possono introdurre incertezza nel sistema economico. Questo significa che le famiglie possono diventare incerte riguardo al loro reddito da lavoro futuro, oppure le imprese riguardo ai loro profitti futuri. Spesso, un aumento dell'incertezza è associato a un rallentamento del sistema economico, una relazione che è sia prevista da molti modelli economici sia confermata dai dati.
Ma l’incertezza è avvertita in egual misura in tutte le parti dell’economia? Questa è la domanda centrale esplorata nello studio Sectoral Uncertainty di Efrem Castelnuovo dell’Università di Padova e dei suoi coautori Kerem Tuzcuoglu e Luis Uzeda (entrambi dipendenti della Banca del Canada).

Gli autori analizzano come l'incertezza vari nei diversi settori e come questa influenzi il ciclo economico. Per farlo, introducono un nuovo metodo per misurare l'incertezza utilizzando dati provenienti da quasi 200 settori manifatturieri statunitensi, suddivisi in due grandi gruppi: quelli che producono beni durevoli (come automobili ed elettrodomestici) e quelli che producono beni non durevoli (come alimenti e abbigliamento). Il loro approccio consente di distinguere tra l’incertezza che colpisce l’intera economia e quella più specifica di un singolo settore.

  L'incertezza è uguale tra i settori?

Innanzitutto, gli autori scoprono che le industrie che producono beni durevoli sono più sensibili agli shock economici. Ad esempio, l'incertezza in questo settore è aumentata notevolmente durante la crisi finanziaria del 2008, molto più che nel settore dei beni non durevoli. Questo implica che trattare l'incertezza come un concetto omogeneo – come spesso viene fatto – è problematico, dato il potenziale impatto differenziato dell’incertezza sui vari settori di un’economia.

  Il ruolo dell’incertezza è davvero diverso tra i settori?

Approfondendo l’analisi, gli autori dimostrano che l’incertezza nel settore dei beni durevoli ha un ruolo molto più rilevante nel determinare le fluttuazioni economiche complessive di quanto si pensasse in precedenza. Quando famiglie e imprese diventano più incerte riguardo al futuro, tendono a rimandare grandi acquisti e investimenti in capitale produttivo – soprattutto in beni costosi, di lunga durata e che non possono essere “smobilitati” per recuperare il denaro investito senza affrontare dei costi. Diversamente, e forse sorprendentemente, l’incertezza nel settore dei beni non durevoli può in realtà avere un effetto positivo sull’economia, probabilmente perché induce comportamenti di consumo più flessibili o decisioni d’investimento differenti.

  Quali sono le implicazioni di questi risultati?

I risultati empirici descritti sopra hanno importanti implicazioni per le politiche economiche. Molte politiche economiche – come gli aggiustamenti dei tassi di interesse decisi dalla politica monetaria – tendono a trattare l’economia come un tutto omogeneo. Tuttavia, questo approccio può trascurare le vulnerabilità specifiche di alcuni settori particolarmente sensibili agli aumenti dell’incertezza.
Una risposta “omogenea” agli shock di incertezza potrebbe quindi risultare subottimale. Al contrario, interventi più mirati – come trasferimenti fiscali specifici per settore – potrebbero rivelarsi più efficaci nel sostenere i settori maggiormente colpiti da tali shock.